imposta successione nipoti

Imposta successione nipoti: cosa dice la normativa

Questo articolo tratta dell’imposta successione nipoti.

Ci voleva, penserete voi, perchè si tratta di un argomento che non è molto trattato.

In questo testo vi aiutiamo a studiare l’imposta di successione.

Prima di tutto non va confusa con le cosiddette imposte di autoliquidazione.

Cioè l’imposta ipotecaria, quella catastale ecc. che vanno calcolate solo sugli immobili relativi alla successione.

L’imposta di successione, invece, quando va pagata colpisce direttamente l’arricchimento dell’erede.

Su cosa si calcola l’imposta di successione nipoti?

Il computo dell’imposta di successione anche nel caso della successione nipoti, si fa sul valore complessivo.

E può comprendere liquidità, gioielli, beni immobili ma va decurtato da passività quali debiti, spese mediche, funerarie ecc.

Per questa ragione è molto importante sapere quando si paga l’imposta di successione e quali sono le percentuali d’imposta applicate dall’Agenzia delle Entrate.

Abolita dalla legge n.383 del 18 ottobre 2001, l’imposta sulle successioni non è stata più versata fino al 31 dicembre 2006.

La nuova manovra finanziaria del 2007 invece l’ha reintrodotta. E prevede una franchigia di 1 milione di euro per successione tra genitori e figli e di 100mila euro per successione tra fratelli.

La franchigia va applicata a ogni singolo erede. Per gli altri eredi non è prevista nessuna franchigia.

Prima di tutto però esaminiamo le altre imposte, cioè quella ipotecaria e catastale.

Queste imposte vanno in autoliquidazione e devono essere pagate prima della presentazione della dichiarazione di successione.

I vari gradi di parentela: l’imposta successione nipoti

Con il ritorno dell’imposta di successione, va applicata in caso sia dovuta per le successioni dal 3 ottobre 2006 in poi.

Con questa imposta il legislatore va a colpire i trasferimenti di una certo valore.

Gli eredi in linea retta, cioè i figli, e i coniuge, non pagano l’imposta di successione fino a un valore complessivo di 1 milione di euro.

Al contrario, se l’eredità è tra fratelli, la franchigia scende a 100mila euro. Fino a questa cifra non si paga imposta di successione.

Per tutti gli altri eredi, inclusi quindi i nipoti, sia che si tratti di nonni o zii, non esiste franchigia.

La differenza con le imposta che vanno autoliquidate, come la catastale e l’ipotecaria, l’imposta di successione non va in autoliquidazione. Perciò l’erede non deve preoccuparsi di compiere alcun conteggio.

Al suo posto ci penserà direttamente l’Agenzia delle Entrate. Dopo aver ricevuto la dichiarazione di successione, l’Agenzia delle Entrate farà i conti e li trasmetterà agli eredi, chiedendo loro il pagamento.

Quando l’imposta di successione è al 4%?

Quando si parla di eredi i linea retta, come bisnonno, nonno, padre, figlio, nipote, pronipote, la franchigia è di 1 milione di euro per ogni erede.

In caso si vada oltre a questa cifra, si deve pagare un’imposta pari al 4%. Come abbiamo visto sopra gli eredi in linea retta sono padre e figlio, oppure nonno e nipote.

In questo caso, oppure se si tratta del coniuge, deve pagare il 4% solo in caso si superi il milione di euro, nella parte che eccede da quella cifra.

Facciamo un esempio pratico: se la moglie eredita dal marito beni che equivalgono a 1.600.000 euro, dovrà pagare l’imposta di successione?

Si pagherà il 4% ma solo relativamente alla parte di beni che supera il milione di euro. Cioè sui 600.000 euro eccedenti.

Il calcolo sul pagamento verrà effettuato dall’Agenzia delle Entrate e poi comunicato a ogni erede.

Cosa succede in caso di eredi in linea collaterale?

Stiamo parlando, nello specifico, di eredità che vanno a favore di fratelli e sorelle. La franchigia, in questo caso, scende a 100mila euro.

E la legge inserisce un’imposta di successione pari al 6% per tutto ciò che ecceda dai 100mila euro.

Perciò il legislatore, come è dato da vedere, favorisce gli eredi in linea retta.

In questo caso franchigia e imposta sono inversamente proporzionali

Vale a dire che con il scendere della franchigia, aumenta l’aliquota relativa all’imposta.

In questo frangente, come nei precedenti, gli eredi non devono autoliquidare l’imposta, perchè a farlo sarà l’Agenzia delle Entrate.

A quanto ammonta l’imposta di successione per i parenti in linea collaterale fino al 4°?

Se gli eredi sono parenti in linea collaterale, e non retta, fino al 4° grado e affini fino al 3° grado, l’imposta di successione ammonta al 6%.

E in questo caso specifico non è prevista alcuna franchigia.

Ma cosa si intende per parenti in linea collaterale di 4° grado?

Bisogna guardare l’albero genealogico e si capisce che i cugini di primo grado, ai fini ereditari, risultano parenti di 4° grado. I cugini di 2° grado, invece risultano parenti di 6° grado.

Andiamo ad analizzare ora gli affini. Si tratta dei parenti del coniuge. Per esempio la madre del marito è affine di 1° grado della moglie.  La sorella del marito è affine di 2° grado della moglie.

In conclusione, per tutta questa tipologia di eredi non si prevede alcun tipo di franchigia e l’aliquota d’imposta applicata è del 6%.

L’imposta di successione per tutti gli altri eredi

Tra gli eredi possono esserci persone che sono rimasti escluse dalle categorie che abbiamo elencato sopra.

Cioè che non sono parenti in linea retta o collaterali fino al 4° grado oppure affini fino al 3° grado.

Non appartenendo ad alcuna di queste categorie, gli altri soggetti pagheranno un’aliquota d’imposta pari all’8%. E non esiste alcuna franchigia.

Cosa succede nel caso gli eredi siano portatori di handicap grave?

Nel caso in cui, tra gli eredi, c’è una persona portatrice di handicap grave (ai sensi della legge 104/1992), l’aliquota sarà sempre dell’8% però la franchigia va a crescere fino a 1.500mila euro.

Quando va presentata la dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione va sempre presentata e, nel caso nell’eredità ci siano beni immobili, va fatto entro dodici mesi della morte di chi ha lasciato l’eredità.

Per presentarla bisogna recarsi all’ufficio di zona dell’Agenzia delle Entrate, che effettuerà la registrazione. Inoltre, entro i 30 giorni successivi alla registrazione bisogna presentare la richiesta di voltura degli immobili presso gli uffici territoriali del catasto.

La presentazione della dichiarazione di successione non è richiesta se l’eredità si compone solo di liquidità per un valore inferiore a 100.000 euro e i parenti che ereditano sono il coniuge, i figli oppure altri parenti in linea retta.

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